"Un influsso profondamente radicato nel pensiero occidentale ci predispone a ricercare la continuità e il cambiamento graduale," dice Gould. Ad ogni modo, queste idee hanno dato origine a un’animata controversia. Il quadro attuale delle testimonianze fossili conosciute è pieno di spazi vuoti: da un lato i reperti fossili ci rivelano l’esistenza di tendenze di lungo periodo, ma allo stesso tempo mostrano anche notevoli discontinuità. Darwin credeva che questi sbalzi fossero dovuti all’incompletezza dei dati; non appena fossero stati scoperti i pezzi mancanti, essi avrebbero rivelato un’evoluzione del mondo naturale tranquilla e graduale. Ma Gould ed Eldrege hanno elaborato la teoria dell’equilibrio punteggiato per sostenere i salti che la natura è in grado di fare al contrario delle idee sostenute da Darwin. Gould afferma comunque che la teoria dell’equilibrio punteggiato non è in contraddizione con il principio fondamentale della teoria Darwin, la selezione naturale, ma al contrario arricchisce e rafforza il darwinismo. Richard Dawkins vede poche differenze tra il vero gradualismo darwiniano e l’equilibrio punteggiato. Dichiara: "la teoria dell’equilibrio punteggiato è una teoria gradualista anche se evidenzia lunghi periodi di stasi intercalati da esplosioni relativamente brevi di evoluzione gradualistica. Gould è stato sviato dalla propria enfasi retorica" e conclude che, "in realtà tutti sono gradualisti". Dawkins critica i sostenitori dell’equilibrio punteggiato per aver, a torto, attaccato e travisato Darwin. Egli dice che è necessario considerare il gradualismo di Darwin nel suo contesto: come un attacco al creazionismo. "I sostenitori dell’equilibrio punteggiato, allora sono gradualisti allo stesso modo di Darwin e di ogni altro darwinista; si limitano ad inserire lunghi periodi di stasi tra scatti di evoluzione graduale." Ma questa appunto, non è una differenza secondaria, è il nocciolo della questione. Criticare la debolezza del darwinismo non significa necessariamente sminuire il suo impareggiabile contributo, ma piuttosto fonderlo con una comprensione del cambiamento reale. Solo in base a ciò il contributo storico di Darwin può essere dispiegato in tutte le sue potenzialità, come spiegazione dell’evoluzione naturale. Come afferma Gould: " La moderna teoria dell’evoluzione non richiede cambiamenti graduali. Infatti, l’operazione dei processi darwiniani dovrebbe rendere ciò che vediamo nei reperti fossili". È il gradualismo che dobbiamo rifiutare, non il darwinismo.