IL GRADUALISMO DI DARWIN

Gli evoluzionisti moderni vogliono dimostrare che non si verificano salti in natura, come non si verificano nella storia. La dialettica invece sa molto bene che in natura e anche nel pensiero umano e nella storia i salti sono inevitabili. Ma allo stesso tempo essa non trascura il fatto innegabile che lo stesso processo ininterrotto è all’opera in tutte le fasi del cambiamento; la dialettica cerca solo di chiarire le condizioni determinate in cui un cambiamento graduale deve necessariamente portare ad un balzo. Darwin concepiva l’andamento dell’evoluzione come un processo graduale di fasi ordinate, che procedeva a ritmo costante. Egli aveva fatto proprio il motto di Linneo: Natura non facit saltus (la natura non fa balzi). Questa concezione trovava riscontro altrove nel mondo scientifico e Darwin era così vincolato al gradualismo che costruì la sua teoria interamente in base ad esso. Le testimonianze geologiche sono estremamente incomplete – dichiarò Darwin – e questo fatto spiega in gran parte perché non troviamo varietà infinite che colleghino insieme tutte le forme di vita estinte ed esistenti, fino al più piccolo dettaglio. Chi rifiuta questo punto di vista sulla natura delle testimonianze geologiche giustamente rifiuterà tutta la mia teoria. Per tutta la vita Darwin si impegnò a ricostruire un’evoluzione graduale di fenomeni che a prima vista sembravano chiaramente il prodotto di origini improvvise. Il gradualismo di Darwin traeva origine dalla visione filosofica posta alla base della società vittoriana. Da questa particolare concezione di "evoluzione" sono eliminati tutti i balzi, i bruschi cambiamenti e  le trasformazioni rivoluzionarie; si tratta di una prospettiva antidialettica che ha esercitato la sua nefasta influenza sulle scienze fino ai giorni nostri.

"Un influsso profondamente radicato nel pensiero occidentale ci predispone a ricercare la continuità e il cambiamento graduale," dice Gould. Ad ogni modo, queste idee hanno dato origine a un’animata controversia. Il quadro attuale delle testimonianze fossili conosciute è pieno di spazi vuoti: da un lato i reperti fossili ci rivelano l’esistenza di tendenze di lungo periodo, ma allo stesso tempo mostrano anche notevoli discontinuità. Darwin credeva che questi sbalzi fossero dovuti all’incompletezza dei dati; non appena fossero stati scoperti i pezzi mancanti, essi avrebbero rivelato un’evoluzione del mondo naturale tranquilla e graduale. Ma Gould ed Eldrege hanno elaborato la teoria dell’equilibrio punteggiato per sostenere i salti che la natura è in grado di fare al contrario delle idee sostenute da Darwin. Gould afferma comunque che la teoria dell’equilibrio punteggiato non è in contraddizione con il principio fondamentale della teoria Darwin, la selezione naturale, ma al contrario arricchisce e rafforza il darwinismo. Richard Dawkins vede poche differenze tra il vero gradualismo darwiniano e l’equilibrio punteggiato. Dichiara: "la teoria dell’equilibrio punteggiato è una teoria gradualista anche se evidenzia lunghi periodi di stasi intercalati da esplosioni relativamente brevi di evoluzione gradualistica. Gould è stato sviato dalla propria enfasi retorica" e conclude che, "in realtà tutti sono gradualisti". Dawkins critica i sostenitori dell’equilibrio punteggiato per aver, a torto, attaccato e travisato Darwin. Egli dice che è necessario considerare il gradualismo di Darwin nel suo contesto: come un attacco al creazionismo. "I sostenitori dell’equilibrio punteggiato, allora sono gradualisti allo stesso modo di Darwin e di ogni altro darwinista; si limitano ad inserire lunghi periodi di stasi tra scatti di evoluzione graduale." Ma questa appunto, non è una differenza secondaria, è il nocciolo della questione. Criticare la debolezza del darwinismo non significa necessariamente sminuire il suo impareggiabile contributo, ma piuttosto fonderlo con una comprensione del cambiamento reale. Solo in base a ciò il contributo storico di Darwin può essere dispiegato in tutte le sue potenzialità, come spiegazione dell’evoluzione naturale. Come afferma Gould: " La moderna teoria dell’evoluzione non richiede cambiamenti graduali. Infatti, l’operazione dei processi darwiniani dovrebbe rendere ciò che vediamo nei reperti fossili". È il gradualismo che dobbiamo rifiutare, non il darwinismo.