NOTA LESSICALE

 

SFIGA : neologismo non ancora del tutto attestato nei vocabolari, ma con il significato univoco di ‘sfortuna’, ‘cattiva fortuna’, ‘iella’, ‘sorte avversa’, ‘malasorte’.

Si tratta verosimilmente di una parola composta dal prefisso s-, dal latino ex, con valore privativo che nega la disponibilità del termine che segue, e dal sostantivo figa, che è la maniera di pronunciare fica nell'Italia del nord.

Fica è termine popolare, di etimologia incerta, con il significato di ‘vulva’, cioè di organo sessuale femminile. Potrebbe derivare da un ficcare, già attestato nel latino medievale con il significato di ‘fare entrare a forza’ e a sua volta derivato dal latino classico, parlato, figicare che intensifica il figere, cioè l’infiggere. In Campania e in altre regioni del Sud, il termine ficcare significa ‘avere un rapporto sessuale’.

Ma, bella figa (o bella fica) vuole dire semplicemente bella ragazza, bella donna; pur sempre nel linguaggio popolare, si avvale della sineddoche: figura semantica che in questo caso identifica la parte per il tutto. Se n'è fatto anche il maschile: bel figo (o bel fico), intendendo il maschio aitante, bello. Da tutto ciò, poi è nato figata (o ficata) intesa come ‘cosa fatta bene’ o ‘cosa venuta bene’, per cui è verosimile ipotizzare che s-figata (o s-ficata) sia ‘cosa venuta male’ o ‘fatta male’. Fatta male, cioè sfigata, anche per colpa della sfiga che, grazie a un'acrobazia semantica, verrebbe a indicare la causa principale di un cattivo evolversi delle cose.

Il termine sfiga, nonostante la sua connotazione di genere, viene usato indifferentemente dai giovani (e, oramai, da persone di tutte le età), tanto maschi quanto femmine. Nell’uso comune è prevalsa la pronuncia sfiga, anche nel sud della Penisola.

Il vocabolo sfiga non è un perfetto sinonimo di sfortuna, perché la sfortuna può spesso essere contingente, mentre la sfiga è quasi sempre costante, cronica. Per rendere meglio l’idea: la sfortuna sta alla sfiga come l’artrite sta all’artrosi. Inoltre, mentre la sfortuna può condurre anche alla tragedia, la sfiga si limita a produrre inconvenienti, fastidi e noie in gran quantità senza mai eccedere nel dramma.

Non si commetta l'errore di confondere lo sfigato con lo iettatore: colui che è affetto da sfiga favorisce quelli che lo frequentano in quanto attira su sé stesso tutti gli inconvenienti della piccola malasorte, lasciandone indenni e protetti gli altri.

Il rapidissimo diffondersi del termine sfiga, in tutta Italia, in tutti i ceti sociali, in tutte le occasioni, ha fatto decadere ogni volgarità di origine. In un Paese come il nostro, che adotta acriticamente barbarismi di ogni specie, è bello e confortante veder nascere e diffondersi un neologismo autarchico che unisce in sé i concetti della "piccola" sfortuna, della sua ripetizione e della relativa mancanza di cause razionali. In nome e per conto della nostra amata Lingua Italiana, diciamo dunque: VIVA LA SFIGA (almeno, dal punto di vista lessicale) !!

 Giovanni Platania