Nuovi elementi...

Fino a qualche anno fa si è pensato che l'affondamento del Titanic fosse stato provocato da un enorme squarcio sulla fiancata, al di sotto della linea di galleggiamento. Nell'agosto del 1996, però, una spedizione di scienziati ha individuato il relitto e, con l'ausilio del minisommergibile francese Nautilus, ha scoperto che sullo scafo sono presenti soltanto sei piccole fessure, non più larghe di sette/otto centimetri l'una, a tribordo della prua (cioè, sul lato destro della nave, dal punto di vista di un passeggero). La superficie totale delle "mini-falle" non è superiore al metro quadrato, ma queste si trovano a livello di altrettanti compartimenti stagni, sette metri all'incirca sotto la linea di galleggiamento. Sulla base di questi nuovi elementi, è possibile ipotizzare che l'affondamento del Titanic sia stato provocato dal contemporaneo riempimento di sei compartimenti stagni, mentre sarebbe stato in grado ancora di galleggiare con non più di quattro compartimenti pieni. In altri termini, l'iceberg "assassino" è stato preso di striscio, mentre gli ufficiali della nave tentavano disperatamente di evitare l'impatto con una virata a babordo (verso la sinistra). Nello stesso momento in cui si produceva la prima piccola falla, il Titanic veniva spostato dal contraccolpo ma, trovandosi sempre sulla linea d'impatto dell'iceberg, tornava a colpirlo perforando ancora l'acciaio, producendo un secondo contraccolpo e così via...