Superstizione: origine del termine

Il termine deriva dal latino superstitio-onis ed è usato per indicare, alla lettera, tutto quanto sta al di sopra dell'uomo, lo guida e lo influenza in ogni attività e intenzione in determinati momenti della sua vita. Non si può legare alla superstizione il medesimo concetto di trascendenza con il quale si è soliti definire la religione: anzi, per la teologia cristiana, la superstizione si trova addirittura in opposizione con la religione, dal momento che è incline a ritrovare causalità e motivazioni divine, a cercare cioè una spiegazione soprannaturale, a eventi del tutto naturali e comprensibili mediante normali procedimenti logici. All'interno di quasi tutti i culti primitivi esistono diverse forme residue di superstizione, soprattutto in quei riti tesi a impetrare il diretto intervento delle divinità a favore di qualche componente della tribù o a predire l'immediato futuro. In tutte queste forme religiose sono molto sentiti il culto dei capi e degli eroi, così come l'adorazione delle divinità familiari o i tentativi di venire in contatto con le anime dei defunti, specie se questi sono antenati della tribù, della famiglia o del clan, che possono esercitare sui vivi un'opera di ammaestramento morale e di guida pratica. Il tentativo di ricercare rapporti strani ed esoterici col mondo del soprannaturale, che è alla base di partenza di ogni superstizione, rappresenta anche l'anima dell'astrologia, di ogni forma di magia e di occultismo della ordalia, dello scongiuro e dell'interpretazione dei sogni. Molte superstizioni sono entrate a far parte del patrimonio della saggezza popolare senza nessuna pretesa pseudoreligiosa, ma semplicemente come forma di prevenzione o come innoqui luoghi comuni tramandati dalla tradizione. Si pensi alla paura e alla venerazione per certi numeri (13, tredici) o al timore suscitato da certi accadimenti fisici o naturali ( gatto nero; passere sotto la scala; specchi rotti; sale rovesciato), quasi sempre spiegabili come fatti di costume.

               

Gatto nero

Nell'antico Egitto il gatto era considerato sacro e ucciderne uno equivaleva a commettere un sacrilegio. Si ritente che le tradizioni popolari attorno al gatto nero affondino le proprie radici nel Medioevo quando era associato con le streghe. Varie dicerie cominciarono a diffondersi e venne attribuita ai gatti neri la capacità di cambiar forma e di essere i principali

aiutanti delle straghe durante i loro riti magici.

Se vedete un gatto che attraversa la vostra strada non disperate immedatamente infatti se è bianco e nero questo è di buon auspicio.

Se però il gatto è tutto nero ciò potrebbe causarvi qualche guaio prima della fine del vostro giro...

in questo caso vi consigliamo di fare 12 passi all'indietro come rimedio per tener lontana la sfortuna.

Se un gatto nero cammina verso di voi questo è un buon presagio se va via porta sfortuna.

Un gatto che mangia erba è un segno di sfortuna.

 

     

Passare sotto la scala

 

Che la sfortuna arrivi ad una persona che passa sotto a una scala è una superstizione che ha un paio di possibili origini. Alcuni credono che questa derivi da una credenza della prima cristianità secondo cui la scala formava un triangolo col muro e il pavimento. Pertanto le persone non dovevano mai violare la santa trinità passando sotto un triangolo. Altri credono che esso sia riconducibile all'Europa medioevale e agli attacchi che venivano fatto contro i castelli. Quando si invadeva un castello si posizionava una scala sul muro e si mandavano le truppe contro il nemico. Una delle difese per questo tipo di invasione era versare dell'olio bollente o del catrame per respingere gli invasori e gli sfortunati che dovevano tenere le scale ricevevano un bagno mortale. E' evidente quindi come essere sotto una scala fosse un evento sfortunato. 

Oggi invece si associa la sfortuna al passare sotto una scala per della vernice o altri oggetti che potrebbero cadere di sotto.

 

Specchi rotti

E' risaputo che rompere uno specchio porta sette anni di guai. Questa credenza risale ai tempi in cui si credeva che la nostra immagine riflessa fosse una rappresentazione della nostra anima. Danneggiare il riflesso significava danneggiare l'anima. Se ci capitasse di rompere uno specchio ci sono alcuni rimedi che possono ripristinare la sorte della nostra anima rovinata. Noi possiamo prendere i pezzi rotti e lavarli in un fiume che scorre verso sud. in questo modo si lava via la malasorte. Oppure possiamo portarli vicino al cuore così da neutralizzare la potenza demoniaca. E' sufficiente portare i pezzi rotti fuori dalla casa senza mai fissarli. Nelle leggende horror un vampiro non può vedere il suo riflesso nello specchio perché non possiede anima, inoltre gli specchi in una camera da letto dovrebbero coperti prima di ritirarsi a dormire, così l'anima non sarà catturata dallo specchio. Infine in una casa dove è appena deceduto qualcuno gli specchi dovrebbero essere coperti così da non ostacolare il viaggio dell'anima in Paradiso.

 

Rovesciare il sale

Nell'antichità il sale era considerato una delle spezie più preziose esistenti nonché una fondamentale sostanza conservante. Era così importante che la parola "salario" deriva da sale proprio perché nell'Impero romano i soldati venivano pagati col sale. E' sempre stato l'unico mezzo di conservazione degli alimenti fino a che la refrigerazione non fu inventata. Inoltre siccome le spezie erano estremamente rare e costose, il sale era il principale condimento per tutti i cibi ed è per questo che si ritiene che rovesciarne un po' porti male. L'unica maniera per sfuggire alla sfortuna che ne deriva è gettare un pizzico di sale dietro alla spalla sinistra, ovvero nella faccia del diavolo che sta danzando alla nostra sinistra aspettando solo che le nostre nature peccaminose abbandonino l'anima. Il sale gettato ha così lo scopo di rendere cieco il diavolo fino al ritorno di nuova fortuna.

 

 

 

 

 

 

Queste note sono state raccolte all'indirizzo:  http://webs.students.dsc.unibo.it/ig130298/Home%20Page.html ma non siamo stati in grado di individuarne l'autore: se qualcuno ne conoscesse il nome e ce lo comunicasse, saremo lieti di completarle con una firma, grazie!